RTO SULLA COMUNICAZIONE DELL´ ARBITRO CON FEDERICO MARCHI

Venerdì 21 ottobre si è tenuta, come da programma, la nostra Riunione Tecnica, con un intervento speciale del nostro Vice Presidente Sezionale Federico Marchi; durante il suo intervento ci ha parlato e proiettato foto riguardo la Comunicazione dell´Arbitro nella qualità delle decisioni e dell´andamento da intraprendere nelle direzioni di gara. Prima di cominciare la serata, il consigliere Antonello Motosso ha voluto far dono (a nome della Sezione) all´ex Presidente Sezionale Franco Cane della tuta dell´Organo Tecnico per i quindici anni di Presidenza; in seguito l´Organo Tecnico Luigi Rambaldi ha voluto notificare e ricordare alcune disposizioni tecnico-associative per i giovano Direttori di Gara appartenenti all´O.T.S. Come già scritto prima, le argomentazioni tenute dal nostro Vice Presidente hanno toccato la funzione che la Comunicazione svolge nell´ambito della nostra attività: lo scopo è quello di preparare adeguatamente le nostre nuove generazioni di fischietti. Secondo Federico Marchi, la chiave di una buona performance nell´arbitraggio sta nell´essere misurati ed accorti: la comunicazione di un arbitro deve essere Chiara, Efficace, Convincente. Comunicare significa mettere in comunione, concetto diverso nel suo significato che complica un trasferimento normale di un´informazione; se non c´è risposta (reazione), allora significa che la comunicazione non è stata efficace. Possedere fiducia nei propri mezzi (caratteristica fondamentale per crescere), senza però, esagerare nell´autostima, e non "gasarsi"; tutto ciò ovviamente, rendendoci sempre conto che siamo Direttori di Gara sul terreno di gioco, come nella vita, e che quindi dobbiamo rispettare una conduzione morigerata ed esemplare. Per quello che concerne il punto di vista tecnico - tattico della relazione, si è rivolto particolarmente sull´aspetto della prevenzione; la comunicazione non è solo quella verbale, anzi, quello che viene detto a voce paradossalmente viene meno recepito dai giocatori. Si comunica infatti anche con la Postura, l´Espressione del Volto, la Gestualità Giusta, il Tono della Voce e con una Presenza Attiva; le partite che siamo tenuti a dirigere, in tanti casi, sono assai diverse tra di loro, sotto molti aspetti: differenti tipi di agonismo, differenti tattiche delle società, differenti tipologie di calciatori. Per questi presupposti, è importante entrare nel nocciolo della gara, interpretarla e gestirla come meglio possiamo, a seconda delle circostanze che si verificano; per far questo, oltre alle conoscenze che ognuno di noi porta con sè dalle partite precedenti, l´opera di prevenzione ci dona un significativo aiuto: nel rapporto con i calciatori non si devono assolutamente mai accettare intimidazioni che andrebbero a minare l´autorevolezza del Direttore di Gara, mentre con allenatori e dirigenti bisogna prestare attenzione che non assumano mai posizioni di protagonismo, in quanto avrebbero l´effetto di trascinare nell´agitazione anche i giocatori. L´Arbitro deve saper intervenire con più sollecitudine nei momenti in cui il tono della gara si alza con un´accentuata modalità agonistica e tentare di ricondurre sui binari della calma il match; appare fondamentale anche far uso della comunicazione non verbale: fare meno gesti, proporsi con una postura ben dritta, non essere indolenti, e ovviamente essere sempre allenati e concentrati. Anche su questa argomentazione il Presidente di Sezione Alessandro Savioli ha insistito parecchio, facendoci comprendere quant´è giusto dedicarsi bene all´attività e allenarsi periodicamente per raggiungere traguardi sempre più gradevoli e farsi spazio nel mondo dell´arbitraggio. A margine dell´articolo vorrei concludere con una frase del fondatore dei moderni Giochi Olimpici, Pierre De Coubertain: "Lo sport va a cercare la paura per dominarla, la fatica per trionfarne, la difficoltà per vincerla".